domenica 17 gennaio 2016

No alla Guantanamo italiana

RESISTENZA. Nel 71° anniversario dell’uccisione delpartigiano si discute su temi di attualità «No alla Guantanamo italiana» L’eredità morale di Dino Carta Nei discorsi ufficiali critiche alle parole dell’assessore Donazzan.
«Evocare anche per l’Italia una soluzione del genere significa percorrere una strada pericolosa, di negazione degli elementari diritti della persona». Il presidente del consiglio comunale Federico Formisano ha colto ieri l’occasione della commemorazione per il partigiano Dino Carta per criticare duramente le parole pronunciate nei giorni scorsi dall’assessore regionale Elena Donazzan. L’esponente di centrodestra aveva infatti evocato la realizzazione di una Guantanamo italiana per i jihadisti. «S’impone, in questo momento, una nuova e più attuale fase di opposizione forte alle scorciatoie populiste, una fase di resistenza che renda così attualissimo il messaggio lanciato settant’anni fa da giovani forti e valorosi come Dino Carta». Stessa lunghezza d’onda per Daniela Sbrollini, deputata Pd presente alla cerimonia. «Trovo davvero sbagliato che chi riveste un incarico istituzionale così alto dia un messaggio come questo», ha commentato Sbrollini. Alla lapide posata in onore di Carta sono state posate due corone di alloro. Dopo il saluto del dirigente dell’Anpi di Vicenza Danilo Andriollo,di fronte ad un centinaio di persone e alle associazioni d’arma, Roberto Pellizzaro ha pronunciato l’orazione ufficiale. Presenti anche gli ex allievi dell’Itis Rossi, la scuola che era stata frequentata da Carta, e i parenti del partigiano ucciso a soli 20anni. • Dal Giornale di Vicenza

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