venerdì 13 gennaio 2012

Quattro paroline di Saviano a Cosentino.

NON TIRI un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, trattenga ancora il fiato. Non creda che questa congiura dell'omertà che si è frapposta tra lei e le richieste della magistratura, possa sottrarla dal dovere di rispondere di anni di potere politico esercitato in uno dei territori più corrotti del mondo occidentale. Non tiri un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, perché quel fiato non dovrà usarlo solo per rispondere ai giudici. Il fiato che risparmierà lo deve usare per rispondere a chi ha visto come lei ha amministrato  -  e lo ha fatto nel peggiore dei modi possibile  -  la provincia di Caserta, plasmando una forma di contiguità, i tribunali diranno se giudiziaria ma sicuramente culturale, con la camorra.

Onorevole Cosentino, per quanto ancora con sicumera risponderà che le accuse contro di lei sono vacue accuse di collaboratori di giustizia tossicodipendenti. I pentiti non accusano nessuno, dovrebbe saperlo. I pentiti fanno dichiarazioni e confessioni; i pm ne riscontrano l'attendibilità ed è l'Antimafia a formulare l'accusa, non certo criminali o assassini. Lei, ribadisco, non è accusato da pentiti, lei è accusato dall'Antimafia di Napoli. Ma anche qualora i tribunali dovessero assolverla, lei per me non sarebbe innocente. E la sua colpevolezza ha poco a che fare con la fedina penale. La sua colpa è quella di avere, per anni, partecipato alla costruzione di un potere che si è alimentato di voti di scambio, della selezione dei politici e degli imprenditori peggiori, il cui unico talento era l'attitudine al servilismo, all'obbedienza, alla fame di ricchezza facile. Alla distruzione del territorio. La ritengo personalmente responsabile di aver preso decisioni che hanno devastato risorse pubbliche, impedito che nelle nostre terre la questione rifiuti fosse gestita in maniera adeguata. Io so chi è lei: ho visto il sistema che lei ha contribuito a produrre e a consolidare che consente lavoro solo agli amici e alle sue condizioni. Ho visto come pretendevate voti da chi non aveva altro da barattare che una "x" sulla scheda elettorale.

Sono nato e cresciuto nelle sue terre, Onorevole Cosentino, e so come si vincono le elezioni. So dei suoi interessi e con questo termine non intendo direttamente interessi economici, ma anche politici, quegli interessi che sono più remunerativi del danaro perché portano consenso e obbedienza. Interessi nella centrale di Sparanise, interessi nei centri commerciali, nell'edilizia, nei trasporti di carburante, so dei suoi interessi nel centro commerciale che si doveva edificare nell'Agro aversano e per cui lei, da quanto emerge dalle indagini, ha fatto da garante presso Unicredit per un imprenditore legato ad ambienti criminali.

Onorevole Cosentino, per anni ha taciuto sul clan dei casalesi e qualche comparsata ai convegni anticamorra o qualche fondo stanziato per impegni antimafia non possono giustificare le sue dichiarazioni su un presunto impegno antimafia nato quando le luci nazionali e internazionali erano accese sul suo territorio. Racconta che don Peppe Diana sia suo parente e continua a dire essere stato suo sostenitore politico. La prego di fermarsi e di non pronunciare più quel nome con tanta disinvoltura. È un uomo già infangato per anni, i cui assassini sono stati difesi dal suo collega di partito Gaetano Pecorella, peraltro presidente della commissione bicamerale sulle ecomafie e membro della Commissione Giustizia. Perché non è intervenuto a difendere la sua memoria quando l'Onorevole Pecorella dichiarava che il movente dell'omicidio di Don Diana  "non era chiaro" gettando, a distanza di anni, ancora ombre su quella terribile morte? Come mai questo suo lungo silenzio, Onorevole Cosentino? Sono persuaso che lei sappia benissimo quanto conti questo silenzio. È il valore che ha trattato in queste ultime ore con i suoi alleati politici. È questo suo talento per il silenzio a proteggerla ora. E' scandaloso che in Parlamento si sia riformata una maggioranza che l'ha sottratta ai pubblici ministeri. Ma in questo caso nessuno, nemmeno Bossi - anche al prezzo di spaccare la Lega- poteva disubbidire agli ordini di un affannato Berlusconi.

Perché lei, Onorevole Cosentino, rappresenta la storia di Forza Italia in Campania e la storia del Pdl. E lei può raccontare, qualora si sentisse tradito dai suoi sodali, molto sulla gestione dei rifiuti, e sulle assegnazioni degli appalti in Campania. Può raccontare di come il centro sinistra con Bassolino, abbia vinto le elezioni con i voti di Caserta e come magicamente proprio a Caserta il governo di centro sinistra sia caduto due anni dopo. Lei sa tutto, Onorevole Cosentino, e proprio ciò che lei sa ha fatto tremare colleghi parlamentari non solo della sua parte politica. Sì perché lei in Campania è stato un uomo di "dialogo". Col centro sinistra ha spartito cariche e voti. Onorevole Cosentino, so che il fiato che la invito a risparmiare in questo momento lo vorrebbe usare come fece con Stefano Caldoro, suo rivale interno alla presidenza della Regione. Ha cercato di far pubblicare dati sulla sua vita privata. Ha cercato di trovare vecchi pentiti che potessero accusarlo di avere rapporti con le organizzazioni criminali. Pubblicamente lo abbracciava, e poi lanciava batterie di cronisti nel tentativo di produrre fango. Onorevole Cosentino, so che in queste ore sta pensando a quanti affari potrebbe perdere, all'affare che più degli altri in questo momento le sta a cuore. Più del centro commerciale mai costruito, più dei rifiuti, più del potere che ha avuto sul governo Berlusconi. Mi riferisco alla riconversione dell'ex aeroporto militare di Grazzanise in aeroporto civile. Si ricorda la morte tragica di Michele Orsi, ammazzato in pieno centro a Casal di Principe? Si ricorda la moglie di Orsi cosa disse? Disse che lei e Nicola Ferraro eravate interessati alla morte di suo marito. Anche in quel caso ci fu silenzio. Michele Orsi aveva deciso di collaborare con i magistrati e stava raccontando di come i rifiuti diventano soldi e poi voti e poi aziende e poi finanziamenti e poi potere.

Lei si è fatto forte per anni di un potere basato sull'intimidazione politica e mi riferisco al sistema delle discariche del Casertano che a un solo suo cenno avrebbero potuto essere chiuse perché la maggior parte dei sindaci di quel territorio erano stati eletti grazie al suo potere: il destino della monnezza a Napoli - cui tanto si era legato Berlusconi - era nelle sue mani. Onorevole Cosentino, non tiri un sospiro di sollievo, conservi il fiato perché le assicuro che c'è un'Italia che non dimenticherà ciò che ha fatto e che potrebbe fare. Non si senta privilegiato, non la sto accusando di essere il male assoluto, è solo uno dei tanti, ahimè l'ennesimo.



Lei per me non è innocente e non lo sarà mai perché la camorra che domina con potere monopolistico ha trovato in lei un interlocutore. Non aver mai portato avanti vere politiche di contrasto, vero sviluppo economico in condizioni di leale concorrenza e aver difeso la peggiore imprenditoria locale, è questo a non renderle l'innocenza che la Camera dei Deputati oggi le ha tributato con voto non palese. Onorevole Cosentino prenderà questo atto  d'accusa come lo sfogo di una persona che la disprezza, può darsi sia così, ma veniamo dalla stessa terra, siamo cresciuti nello stesso territorio, abbiamo visto lo stesso sangue e abbiamo visto comandare le stesse persone, ma mai, come dice lei, siamo stati dalla stessa parte.



Roberto Saviano

giovedì 5 gennaio 2012

Calderoli hai la faccia che è come il c...

Vi vorrei invitare ad un piccolo confronto sugli stili delle persone. I giudizi sull'attività politica dell'attuale governo non dipendono solo dal modo di comportarsi, ma dai risultati che si ottengono ed è sopratutto sui risultati che si baserà il giudizio politico degli Italiani. Intanto dopo un periodo veramente buio, apprezziamo almeno questo modo di porsi sicuramente diverso dal passato.

Il primo pezzo è un brano di una conversazione fra Berlusconi e Tarantini registrata e pubblicata sul più importante Giornale Italiano, Il CORRIERE DELLA SERA, la seconda è la risposta ufficiale che il Presidente del Consiglio Mario Monti ha inviato all'onorevole Calderoli che evidentemente aveva mosso critiche al comportamento del primo ministro.
Giova ricordare che Calderoli è stato uno dei più importanti sostenitori del Governo Berlusconi.

CONVERSAZIONE TARANTINI - BERLUSCONI
Un'ora dopo Tarantini richiama:«Presidente scusi, solo per dirle che mi ha chiamato Francesca e chiedeva se poteva portare due amiche molto carine».
Berlusconi: «Molto belle?».
Tarantini: «Molto belle, sta in palestra con queste due».
Berlusconi: «Io penso di sì. Noi siamo messi così come uomini tu, io poi Carlo Rossella presidente di Medusa e Fabrizio Del Noce direttore di Raiuno e responsabile di tutta la fiction Rai... Sono persone che possono far lavorare chi vogliono... Ecco quindi le ragazze hanno l'idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino... Ecco l'unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti però hanno molto potere».
Tarantini: «Va bene».
Berlusconi: «... Io ho due bambine piccole che è tanto che non vedo per cui una fa la giornalista in Rai, in Mediaset allo sport è una napoletana molto simpatica, molto dolce. Un'altra è una bambina di ventun'anni brasiliana che mi ha pianto al telefono dicendomi che l'avevo dimenticata e allora la faccio venire...».

Nell'articolo si ricorda tra l'altro che Silvio Berlusconi cerca di accontentare ogni richiesta, tanto che quando gli viene chiesto un «passaggio» non esita a ospitare Tarantini e le sue amiche sui voli di Stato.

Potrei pubblicare molti altri stralci ma mi limito a questi. Adesso ecco la risposta di Monti a Calderoli.
Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.
Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze. (alle quali non risulta che Calderoli abbia rinunciato NDT)
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.
Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.
D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

sabato 17 dicembre 2011

La manovra economica

Il giochino a cui si applicheranno d’ora in poi i partiti politici che ( a parole) sostengono il Governo Monti sarà molto semplice:

-          Prendere le distanze dai provvedimenti ritenuti iniqui o impopolari e detrattori di voti;

-          Assumere sempre e comunque la paternità di tutte le modifiche che hanno un impatto positivo sull’opinione pubblica, quale l’aumento del tetto per il blocco dell’incremento delle pensioni.

-          Manovrare attraverso il loro potere d’interdizione e di contrasto per far sì che determinate riforme non passino facendo l’occhiolino alle lobby dei tassisti, dei professionisti, dei farmacisti, ecc.

-          Non dire mai a parole di essere contrari allo stesso Governo,  lasciando di volta in volta ai Giornali di partito, quando non di famiglia di attaccare Monti e i suoi Ministri, oppure ai Sindacati, oppure alle Associazioni di Categoria.

E’ una strategia sottile che cercherà di scompaginare un quadro politico in costante movimento in vista di elezioni politiche da tenersi o nella Primavera del 2012 o alla naturale scadenza del 2013.

Un mese fa l’Italia era sotto la morsa di un attacco concentrico della speculazione che stava facendo arrivare la nostra economia al punto di non ritorno.

I dati della Confindustria, di Banca d’Italia, dell’Istat per una volta erano concordi. Nel 2012 l’Italia è un paese destinato alla recessione, privo di un governo attendibile sul piano internazionale,  incapace di produrre serie misure per far partire la crescita, lacerato dalle divisioni interne della maggioranza.

Quello che bisogna avere ben chiaro nel momento in cui si esamina una manovra economica come quella attuata dal Governo Monti è il quadro di partenza: dopo che nell’ultimo decennio, Berlusconi con la complicità della Lega ha sgovernato il paese, dopo che l’Italia ha perso posizioni sul piano internazionale, ha mancato quasi tutti gli obiettivi di crescita, ha trascurato la ricerca, ha incrementato in maniera esponenziale la disoccupazione giovanile, ha creato un fenomeno strisciante di sottoccupazione e di precariato, ecc. la mazzata non poteva non arrivare.

Alla luce di queste considerazioni è condivisibile la manovra, nel suo insieme, fatta dal Governo? Non posso che rispondere di no. Monti ha cercato di agire in maniera indipendente, ma il fatto di dover dipendere comunque dai voti del Parlamento, lo ha obbligato a una ginkana fra le parti che comunque, si riverbera nell’impostazione della manovra.

E’ inutile ribadire che io avrei personalmente preferito un’azione fiscale più incisiva, un intervento sui patrimoni, una politica più spinta sulle privatizzazioni.

Che avrei preferito interventi sui costi della politica di grande incisività che ancora non riesco ad intravvedere.

E dal mio punto di vista continuare ad intervenire nel settore delle pensioni sta diventando un tormentone che non trasmette certo sicurezza al paese. Da osservatore obbligato anche per il mio lavoro (sono un dipendente dell’INPS) non posso che ribadire che il sistema pensionistico italiano, passato attraverso sette riforme in venti anni, sta andando verso l’equilibrio e che ormai sarebbe giunto il momento di dare certezze e garanzie a chi lavora.

Nel settore le riforme da attuare (rimaste finora nella canna del fucile di Monti) sono la distinzione fra previdenza ed assistenza, la riforma dei meccanismi di controllo attraverso l’unificazione dei corpi ispettivi (oggi Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate, Ispettorato del Lavoro, INAIL e INPS agiscono senza un reale coordinamento), l’unificazione degli Enti previdenziali e delle casse (attuata in parte).

Considero che la reintroduzione dell’ICI sia ineludibile: non erano maturi i tempi per un’abolizione che ha prodotto gravi danni al Bilancio dello Stato e non creato certe ricchezza nei cittadini. E soprattutto ha determinato un impoverimento delle casse comunali che ha prodotto effetti depressivi che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Insomma si poteva fare meglio. Ma valutando da dove siamo partiti e come siamo arrivati alla nascita di un Governo Tecnico, ritengo che complessivamente questa manovra sia accettabile.

E che responsabilmente dobbiamo renderci conto che solo una politica di grande rigore in questo momento può salvarci da un triste salto nel vuoto.

Pubblicato su VicenzaPiù del 17/12/2011  

giovedì 8 dicembre 2011

Lasciatemi fuori da queste nobili discussioni

Complimenti, complimenti davvero per i toni nobili di questi messaggi. Mi pare che abbiate toccato nel segno e sono talmente convinto di quello che scrivete che la prossima volta voterò per il PDL. Peccato che al momento non sia chiaro chi nel PDL comanda per cui si tengono capogruppo Franzina solo per non andare alla conta interna. Peccato che la Lega incapace di intendere e di volere abbia fatto una manovra ostruzionistica utilizzando i documenti fatti da altri per non essere all'altezza nemmeno di scrivere un pezzo di carta.

E io che scioccamente pensavo che il PD fosse il partito che esprimeva il Sindaco e mezza giunta.

Mi piace l'acuta analisi di chi evidenzia come i marciapiedi siano stati sistemati dopo due anni e mezzo ( e prima da quanto tempo erano rimasti nell'incuria??) o la profonda analisi fatta da persone veramente competenti sull'ambiente di Vicenza.

A parte che come al solito si smazzano un po' di indirizzi a caso,coinvolgendo persone che non c'entrano per nulla.

Eppure ho visto documenti "oggettivi" in cui si fa il punto sui lavori fatti su strade e marciapiedi dai quali si evince che nell'ultimo anno il Comune di Vicenza ha investito più soldi dell'Amministrazione Hullweck nei 5 anni precedenti.

Ho visto documenti in cui si fa il punto sulle piste ciclabili fatte o in costruzione che raddoppiano quasi quelle esistenti.

Saranno stupide falsità messe in giro ad arte??

Questo tafazzismo esasperato comincia veramente ad andarmi a noia. Se preferivate Hüllweck ed il disastro lasciato indietro da lui e dai suoi uomini non avevate che da dirlo. Vicenza pagherà per cento anni i disastri fatti in AIM, per cento anni la scelta di fare un teatro cattedrale nel deserto, per mille anni la scelta di fare nella buca di Porta Monte un tribunale di quel genere. Questi sono i veri problemi, non il marciapiede riparato dopo due anni e mezzo...

Mi piacerebbe capire che intorno ad una giunta che lavora fra mille problemi (tagli ai bilanci, patto di stabilità, situazione pregressa deteriorata da tutti i punti di vista, ecc.) c'è una base di persone che credono nel progetto di fare migliore la città senza lasciarsi dominare dai sentimenti di chi è rimasto fuori dall'incarichetto che si aspettava o da una diversa considerazione che riteneva di meritare.

Per il futuro lasciatemi pure fuori da queste nobili discussioni.

Federico

venerdì 2 dicembre 2011

La politica dei parcheggi in centro

Federico Formisano, capogruppo PD in Consiglio comunale: «La prima considerazione da fare è questa: un parcheggio in Canove attira traffico verso il centro? La risposta è si. Visto che abbiamo già portato avanti il progetto di San Biagio io userei prudenza rispetto ad una scelta di questo tipo. Se invece i parcheggi in centro storico vengono riservati ai residenti allora sono favorevole, perché in quel modo si ottiene il risultato di togliere le auto dalle strade, di permettere la realizzazione di piste ciclabili e di corsie dedicate ai bus.
Questa proposta era presente nel documento Soprana che personalmente ho sempre condiviso.

Rispondo così anche alla seconda domanda. La strategia è corretta se noi valorizziamo l’uso del mezzo pubblico, con le corsie riservate, e l’uso della bicicletta attraverso le piste ciclabili. Se noi portiamo auto verso il centro storico commettiamo un grave errore perché l’aria respirata a Vicenza è già molto “mefitica”. Obiettivo primario rimane a questo punto mantenere la residenzialità in centro storico perché dopo l’uscita del Tribunale e quella probabile del Comune il Centro deve comunque essere vissuto; pertanto i parcheggi devono essere fatti ma riservati (tranne modeste quote messe a rotazione) per i residenti. Questa è la politica che io sosterrò in materia di centro storico cittadino e di parcheggi».



Dalla Domenica di Vicenza del 2 Dicembre 2011

lunedì 28 novembre 2011

Caro Minzolini: i numeri sono numeri !

Dal Corriere della Sera
MILANO - Non era mai successo prima: nella eterna gara agli ascolti più alti, il Tg5 delle 20 di domenica di Clemente Mimun ha staccato il Tg1 di Augusto Minzolini. Ben 5 punti percentuali, record assoluto: il notiziario principe di Mediaset ha totalizzato 5.295.000 spettatori con il 20,41% di share, mentre il concorrente ha registrato 4.178.000 con il 16,08%.
IL TG3 SALE - Se in casa Rai scendono dunque le azioni di Minzolini, salgono invece quelle di Bianca Berlinguer: l'edizione, sempre di domenica sera, del Tg3 delle 19, con il 17,69% ha avuto lo share più alto di tutti i telegiornali nazionali della Rai della serata. Ottimo il risultato anche in termini di telespettatori che sono stati quasi 3.700.000.

LA REAZIONE DI MINZOLINI - Augusto Minzolini non ci sta e nonintende lasciare di sua spontanea volontà la direzione del Tg1. Per lui la questione dei dati d'ascolto è «una fiera dell`ipocrisia e della faziosità e tante strumentalizzazioni»sono finalizzate «a creare le condizioni per rimuovere il sottoscritto per ragioni squisitamente politichjje». E il direttore prosegue:«Se vogliono, e se pensano di riuscirci, lo facciano pure. Io non me ne vado. Ma non accampino alibi che sono un`offesa al buon senso». Secondo Minzolini la colpa del k.o. è del « gran premio del Brasile, con annesso l'inutile programma di commenti fine gara. Il Tg1 perde la gara di ascolti con il Tg5 perchè al posto del traino pre-serale l'ereditá, ha un handicap pre-serale».

AFFIDABILE COME TG4 E STUDIOAPERTO - E secondo una ricerca, il Tg1 avrebbe la stessa credibilità e affidabilità, nel selezionare le notizie e nell'offerta, del Tg4 e Studioaperto: è questo uno dei dati che emerge dalla mappa dei tg secondo la percezione degli spettatori, sulla base di uno studio presentato luned' da Massimo Scaglioni, dell'università Cattolica di Milano, nel corso di una tavola rotonda sull'informazione. «Ai tg gli spettatori chiedono di selezionare le notizie veramente importanti e quindi di non nasconderle - spiega Scaglioni - Abbiamo realizzato una mappa dei tg secondo la percezione degli utenti circa la credibilità e l'estensione dell'offerta delle notizie». Così si è visto che il Tg1 «è stato paragonato alle reti commerciali - continua Scaglioni - mentre sono percepiti come servizio pubblico Tg3, il tg de La7 e quello di Skytg24 per la loro estensione e quantità».

POCHI APPROFONDIMENTI E POCHE HARD NEWS - anche un altro studio presentato da Gianpietro Mazzoleni dell'università degli Studi di Milano, conforta le conclusioni della ricerca di Scaglioni: «In Italia sono stati analizzati Tg1, Skytg24, Corriere e Repubblica - sottolinea Mazzoleni- e si è visto che la rete pubblica italiana è quella che ha approfondito meno e dato meno hard news, come le notizie di economia, politica e giustizia, rispetto ai media commerciali. I tg commerciali sono risultati i più attivi nel sottolineare le implicazioni sociali delle notizie, mentre quelli pubblici sono i «più attenti a personalizzare» le notizie.

mercoledì 16 novembre 2011

Un sondaggio su REPUBBLICA dice cosa dovrebbe fare MONTI

Ai lettori di Repubblica viene chiesto un parere sulle decisioni strategiche in materia economica che dovrebbe assumere il neo Presidente del Consiglio.
Va detto che hanno partecipato a questo sondaggio circa 50.000 lettori: un campione considerato abbastanza attendibile.
Laddove i lettori non hanno dubbi e sulla riduzione dei costi della politica: d'accordo il 99% del campione. Diciamo che si tratta di una sorpresa che in 368 su 50.000 abbiano detto di no.
Altri due punti su cui la convergenza è molto alta, sono quelli che riguardano la tracciabilità dei pagamenti anti-evasione (il 95% è a favore) e la liberalizzazione delle professioni ( a favore il 90%).
In maniera abbastanza inopinata ( si tratta comunque di una forma di tassazione) l'89% degli intervistati si dichiara a favore della Patrimoniale mentre si scende al 65% per la tassazione dei titoli di stato (comunque i due terzi del campione).
Favorevole ancora in alta percentuale (71%) coloro i quali ritengono che siano da vendere gli immobili e le altre proprietà dello Stato.
Il 67% dei lettori di Repubblica è favorevole anche alla mobilità nella Pubblica Amministrazione.
Siamo ancora in terreno positivo con l'introduzione dell'ICI che tollerebbero circa 30.000 interlocutori.
Infine passiamo alle misure che non raccoglierebbero la maggioranza dei consensi: abolizione tout court delle pensioni d'anzianità vede il 61% del campione sfavorevole, così come il 76% dice di non volere che venga modificato lo Statuto dei Lavoratori e l'art. 18.
Ovviamente se lo stesso Sondaggio fosse stato presentato su un Giornale come Libero o come il Giornale avremmo avuto probabilmente delle percentuali molto diverse di adesione.
Ma in fondo il mondo è bello perchè è vario....